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Rimborsi Irap, crescono domande grazie a tempi lunghi per dichiarazioni integrative

È un fenomeno dato in crescita: medici di famiglia e non solo si rivolgono agli avvocati per il rimborso dell’Irap corrisposta negli ultimi 5 anni fruendo della possibilità di presentare la dichiarazione integrativa entro le stesse scadenze valide per gli accertamenti del Fisco. La possibilità è stata introdotta lo scorso ottobre dal decreto fiscale 193/2016 e finora ne hanno fruito alcune decine di medici, ad esempio presso Consulcesi, pool di avvocati che stima una platea complessiva di 60 mila potenziali ricorrenti tra 50 mila medici convenzionati che hanno pagato impropriamente l’Irap e 7 mila ospedalieri con contratto libero professionale retribuito con fattura ma dipendenti di fatto. In realtà la platea potrebbe essere un po’ inferiore, visto che dal 2006 ad oggi molte sentenze di Cassazione hanno esonerato i medici di famiglia dall’Irap. Ma il decretone fiscale introduce un ulteriore elemento per chi ancora versa pur ritenendo di non doverlo fare.

Ancora a giugno 2016 la Cassazione ribadiva con sentenza 13378 del 30.06 che mentre le dichiarazioni integrative in cui il contribuente dichiarava di avere un debito in più rispetto a quanto riportato nell’Unico potevano essere operate entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di presentazione del modello, le integrazioni a seguito di situazioni più favorevoli al cittadino – come la richiesta di non assoggettarsi ad un’Irap non dovuta -andavano operate massimo entro i termini della dichiarazione dell’anno dopo. Il decreto fiscale del 22 ottobre 2016 ha equiparato il termine entro cui presentare la dichiarazione in proprio favore ai 5 anni vigenti per le dichiarazioni integrative in favore del fisco. L’estensione delle integrazioni a proprio favore a 5 anni vale anche per le dichiarazioni integrative Iva e Irap. Chi agisce quest’anno può dunque recuperare l’Irap versata dal 2012: i crediti andranno in compensazione fin da subito. Quanto al medico di famiglia, “le recenti sentenze della Cassazione 9451/16, 7291/16 e 7371/16, – spiegano i legali di Consulcesi – combinate con gli effetti del decreto fiscale hanno consentito in questi mesi ai medici che si sono rivolti a noi di recuperare in tutto 267 mila euro. Si tratta di professionisti con un unico dipendente con mansioni di segreteria o meramente esecutive, come una segretaria o un infermiere (ma non un altro medico) con orario full-time o due dipendenti con orario part-time; sono esenti anche i medici convenzionati associati con uno o più dipendenti”. Un assistito, comunica Consulcesi, ha recuperato 56mila euro già versati e considerati persi. Le cifre cambiano da medico a medico, e il diritto a ricorrere varia da situazione a situazione.

Bisogna tuttavia fare chiarezza“, avverte Maurizio Di Marcotullio della commissione Fisco Fimmg. “Ad oggi solo pochi medici hanno fruito del decreto fiscale, infatti sulla base del dato comunicato da Consulcesi, considerando che l’importo medio chiesto a rimborso per singolo medico è compreso tra euro 15 e 18 mila, dovrebbero essere poco meno di 20! Sono pochi perché complessivamente non enorme è la platea destinataria, composta dai medici che hanno continuato a dichiarare e versare l’Irap negli ultimi 7 anni, anni in cui la Fimmg ha patrocinato e supportato centinaia di medici di famiglia gran parte dei quali ha smesso di pagare l’imposta. Vanno poi considerati i medici che non dichiarano più non ritenendosi assoggettabili all’Irap. Dunque i soggetti potenzialmente interessati sono solo quelli che hanno continuato a dichiarare e versare. A loro la novità fiscale consente di presentare una dichiarazione integrativa a favore nel termine di 5 anni evidenziando la non debenza dell’Irap e producendo istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate, una dichiarazione a seguito della quale si è versato. Lo si fa con il commercialista. La Fimmg in questi anni ha patrocinato moltissime istanze, recuperando quasi sempre tutto, ma fin qui non abbiamo prodotto una statistica. Sottolineerei però che tali risultati, talora non esaltati come forse meriterebbero, sono frutto di anni di dialogo con l’Agenzia delle Entrate che la Commissione Fisco guidata fino a pochi mesi fa da Carmine Scavone e oggi da Silvestro Scotti ha saputo portare avanti con pazienza e determinazione”

Per tutti quei medici che hanno versato l’Irap quando non erano tenuti a farlo, Consulcesi ha messo a disposizione 1.000 consulenti che rispondono al numero verde e sul sito.

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