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All’età di 7 anni i primi Tiktoker, lo psichiatra: “Niente psicosi, TikTok aumenta la creatività e i riflessi, ma attenti all’abuso”

I consigli dell’esperto del “Gemelli” David Martinelli nel corso online Ecm di Consulcesi Club sulle dipendenze da internet: “Usate l’app con i vostri figli per evitare la dipendenza. Poi provate ad essere sconnessi per un giorno”
Il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella: “Su temi di forte rilievo sociale e mediatico, la metodologia dei Film Formazione si conferma di grande impatto e la più scelta dagli operatori sanitari per aggiornare le loro competenze”

TikTok è l’app più scaricata del momento, con oltre 500 milioni di utenti attivi in tutto il mondo e un miliardo di registrati, ha battuto in poco tempo Instagram, Facebook e YouTube. I fruitori di TikTok hanno dai 7 ai 16 anni e appartengono alla generazione Z, i nati nella seconda metà degli anni ’90al primo decennio del 2000.

In vista delle prossime giornate di sensibilizzazione sul tema – 7 febbraio, Giornata contro il cyberbullismo e 11 febbraio, Safer Internet DayConsulcesi, realtà di riferimento per la formazione dei professionisti sanitari, affronta il fenomeno della dipendenza digitale con lo psichiatra David Martinelli, esperto di dipendenza da internet presso il Policlinico Gemelli e responsabile scientifico del corso Fad “Internet & Adolescenti: dal cyberbullismo alla web-dipendenza” fruibile anche attraverso la collana e-book messa a disposizione dal provider Sanità in-Formazione. Il progetto formativo, presentato al Ministero della Salute, prevede anche anche una parte di edutainment rappresentata dal film “Sconnessi” diretto da Christian Marazziti ed in onda stasera sera su Canale 5. “La metodologia dei Film Formazione, lanciata in occasione della pandemia Ebola, – spiega il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorellaè tra le più scelte dai professionisti della sanità per aggiornare le proprie competenze. In particolare, patologie legate a tematiche di grande rilievo sociale e mediatico che generano vere e proprie psicosi collettive, come l’attuale caso del Coronavirus, possono sfruttare la forza comunicativa e narrativa della cinematografia”.   

Un adolescente su cinque ha un rapporto problematico con il web, secondo una ricerca della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli – Università Cattolica del Sacro Cuore.  Il problema è serio e non va sottovalutato, ma affrontato con un mindset diverso, senza pregiudizi. Secondo lo psichiatra, è sbagliato l’approccio negazionista e giudicante, assunto da molti professionisti ed educatori, nei confronti di quella che è una vera e propria digital revolution, ormai parte integrante del nostro presente e che condiziona ogni aspetto della nostra vita dall’economia alla salute.

“Contrastare o addirittura negare l’uso dei social negli adolescenti e preadolescenti è inutile, se non addirittura controproducente. – afferma lo psichiatra David Martinelli. – Partendo dal concetto che per valutare un fenomeno bisogna conoscerlo e non demonizzarlo, occorre prepararsi seriamente e informarsi in maniera approfondita sull’uso di internet”.

Anche i genitori devono essere preparati a gestire la rivoluzione digitale, essere capaci di fornire regole chiare ai ragazzi, approcciando i nuovi social in maniera non pregiudiziale e giudicante. Secondo l’esperto, TikTok stimola la creatività, la velocità e il dinamismo dei propri utenti. Il successo dell’app cinese è dovuto alle sue caratteristiche chiare e semplici, risultato di intelligenza artificiale, nella realizzazione di video dalla breve durata (dai 15 ai 60 secondi) accompagnati da musica, effetti sonori e filtri. I risultati sono: balletti, mini-sketch comici e parodie musicali in playback.  “Osservate i vostri figli o partecipate attivamente a realizzare un video di 60 secondi su TikTok con una base musicale, – consiglia Martinelli ai genitori – capite cosa attrae del social i vostri figli e imparate a conoscere i loro gusti e le loro attitudini. Uno dei metodi per evitare che i ragazzi diventino dipendenti da internet è eludere la solitudine e il senso di isolamento e accorciare le distanze tra la figura genitoriale e i figli, facendo un passo verso il loro mondo”.

Sconnessi per un giorno. Una volta ripristinato il rapporto fiduciario con i ragazzi, arriva il momento di insegnargli a coltivare le relazioni interpersonali, valorizzare il tempo libero, diversificando le attività. Una proposta che funziona, secondo l’esperto, è trascorre un intero giorno offline. L’idea di aderire con tutta la famiglia a un intero giorno senza internet era arrivata dal cast del film “Sconnessi” nella presentazione al Ministero con l’idea di istituire uno #Sconnessiday.