AREA RISERVATA
Precedente Successivo

Aspiranti specializzandi temono irregolarità e scrivono a Consulcesi: “vigilare sul concorso”

Appena 335 contratti in più restano insufficienti quando ci sono in media oltre 14mila candidature per quelli che ora sono diventati 6.718 posti. E poi le modalità di svolgimento della prova sono rimaste invariate. Tutto lascia pensare che, anche quest’anno, l’accesso alle scuole di specializzazione in Medicina (test dal 19 al 22 luglio) comporterà una nuova ondata di ricorsi“. Consulcesi Group al fianco dei giovani medici sta portando avanti da anni una battaglia per rivedere i criteri d’accesso sia alle università, con un secco “no” al sistema del numero chiuso, sia alle scuole di specializzazione. “Grazie ai ricorsi abbiamo permesso a migliaia di giovani, in tutti questi anni, di ribaltare l’esito di test viziati da forti irregolarità – spiega Consulcesi -. Ma proprio le numerose riammissioni in sovrannumero rappresentano, comunemente, una forte problematica per il sistema, oltre ad essere un lampante segnale di una stortura “all’italiana” alla base dell’ennesima situazione discriminatoria per i nostri medici rispetto agli altri colleghi europei“.

Appoggiando le proteste in piazza e dando vita a diverse iniziative, Consulcesi ha chiesto in più occasioni al Miur di poter portare il proprio contributo ai tavoli istituzionali per rivedere meccanismi che al momento generano dissenso tra aspiranti specializzandi e finiscono, appunto, per alimentare il ricorso alla giustizia con un ulteriore appesantimento del lavoro di tribunali già ingolfati.

Il ministero dell’Istruzione continua ad essere sordo di fronte a proteste e proposte – dichiara Consulcesi Group – ed allora ai giovani medici non resta che approcciare la prova non solo con una preparazione adeguata, ma anche con tutte le accortezze da seguire per potersi tutelare sia durante che dopo l’esame. Le modifiche apportate al concorso dello scorso anno, dopo il “pasticcio” del Cineca nel 2014, non sono bastate a garantire la totale regolarità del successivo test. Così, anche nel 2015, ci sono stati numerosissimi ricorsi per svariate motivazioni: anomalie al software, computer privi di tastiera, controlli deficitari e mancata schermatura delle aule per rendere impossibile l’accesso ad internet ai numerosi candidati scorretti che potrebbero essere tra gli ammessi a discapito di chi aveva effettuato le prove in modo lecito e regolare. In aggiunta, sono state verificate delle anomalie anche nelle domande sottoposte ai candidati: ad esempio, nel test erano presenti quesiti riconducibili all’area pre-clinica, quando il bando, invece, non le prevedeva“.

Sono dunque legittime – conclude Consulcesi – le preoccupazioni dei tanti giovani medici che hanno già cominciato a chiederci di essere vigili sull’andamento della prova. Per ottenere maggiori informazioni su come comportarsi e quali precauzioni adottare per tutelarsi in sede d’esame e per eventuali ricorsi ci sono già a disposizione i nostri oltre 1000 consulenti legali che rispondono gratuitamente al numero verde e sul sito”.

Fonte: Il Sole 24 Ore