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Ex specializzandi 78-2006, nuovo rimborso da 10 mln. Consulcesi: “Soluzione decreto su rimborsi forfettari”.

Nuova stangata per le casse pubbliche con nuove sentenze che impongono il risarcimento per il periodo di specializzazione non pagata. Ma la soluzione è quella che prevede un accordo transattivo con un rimborso forfettario per chiudere il contenzioso con lo Stato per tutti i medici che avranno avanzato ricorso.

Un’altra stangata per le casse pubbliche con nuove sentenze che impongono il pagamento di una cifra complessiva superiore ai 10 milioni in favore di oltre 200 medici di Roma e del resto d’Italia che hanno ricevuto materialmente gli assegni di rimborso – questa mattina all’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”.

“Oportet ut scandala eveniant”. È con questa citazione in latino che rimanda alla necessità che in alcuni casi gli scandali emergano per potervi porre rimedio, che il giornalista David Parenzo ha aperto la conferenza stampa in cui si è data notizia che lo Stato italiano ancora una volta è stato condannato a rimborsare i medici a cui aveva negato la borsa di studio, prevista dalle direttive comunitarie (75/362 CEE e 82/76/CEE) durante la scuola di specializzazione tra il 1978 ed il 2006. Al fianco dei legali Consulcesi i rappresentanti del mondo istituzionale medico e politico: il Segretario Generale della FIMMG Lazio, Maria Corongiu e i senatori Guido Viceconte (Ncd) e Luigi Gaetti (M5S), due dei 20 firmatari del Ddl unificato Atto n. 2400 che prevede un accordo transattivo con un rimborso forfettario per chiudere questo annoso contenzioso con lo Stato per tutti i medici che avranno avanzato ricorso. Forte sollecitazione bipartisan al Governo a chiudere con un Decreto legge in soli 60 giorni tutta la vicenda. Il provvedimento, presentato nei giorni scorsi con prima firma quella del senatore Piero Aiello (Ncd), che è intervenuto all’incontro con un messaggio, rappresenta l’unica soluzione per evitare allo Stato un salasso di oltre 5 miliardi di euro, considerando che la giurisprudenza è ormai totalmente favorevole ai ricorrenti. Grazie alle ultime sentenze solo ai medici tutelati da Consulcesi sono stati già riconosciuti oltre 450 milioni di euro sui circa 500 milioni totali. Una cifra record destinata ancora a crescere visto che sono in arrivo altre sentenze. Ad oggi sono 97mila i medici che hanno fatto ricorso (di questi 75mila si sono affidati a Consulcesi) su una platea di oltre 160mila ricorrenti, compresi anche i medici che hanno concluso la specializzazione entro il 1983, riammessi recentemente ai rimborsi dalla Cassazione con la sentenza n.17434.

Il Governo, approvando la nostra proposta, eviterebbe di continuare a perdere cause e quindi di pagare rimborsi con interessi e rivalutazioni per centinaia di milioni di euro e darebbe una risposta immediata e concreta al diritto di numerosi medici, risarcendoli del danno subìto per la mancata o incompleta retribuzione” ha spiegato nel suo messaggio alla platea il senatore Piero Aiello, primo firmatario del Ddl Atto Senato n. 2400 che porta le firma di altri 20 colleghi di maggioranza e opposizione, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle. “Con un decreto del Governo si può fare in 60 giorni se c’è la volontà della maggioranza. È una misura di giustizia per i medici e per non far sprecare soldi inutilmente allo Stato – ha commentato il senatore Luigi Gaetti (M5S), uno dei firmatari del Ddl presenti all’incontro -. Quando si tratta di risolvere problemi concreti il M5S non si tira indietro. Questo provvedimento è importante anche perché consente il prepensionamento per tanti camici bianchi e aprirebbe, così, anche le porte degli ospedali ai professionisti più giovani“. “I governi finora portavano avanti le cause perché ritenevano di vincerle, invece le stanno perdendo tutte – ha ribadito il senatore Guido Viceconte (Ncd) -. Proprio l’impegno bipartisan dovrebbe spingere a chiudere immediatamente la partita affinché sia garantito subito il diritto ai medici specialisti ma anche per risparmiare milioni di euro da reinvestire nella nostra sanità pubblica“.

Accanto ai politici, forte anche il messaggio delle figure istituzionali presenti alla consegna dei rimborsi. “Dobbiamo dire grazie all’Europa per aver regolamentato l’accesso alle scuole di specializzazione – ha commentato il Segretario Generale della FIMMG Lazio, Maria Corongiu –  e anche a Consulcesi per il lavoro svolto per far rispettare e applicare quelle leggi. Oggi si chiude una profonda ingiustizia con pesanti ripercussioni sui colleghi medici, che a causa della lunga formazione, concludevano quel percorso anche a 40 anni. Proprio per questo è ancora più grave che non fossero remunerati durante la scuola post laurea“.

Agli ex specializzandi – si legge in una nota Consulcesi – , infatti, viene concessa una doppia chance con il Ddl: accedere direttamente al rimborso forfettario, che è di 11mila euro per ogni anno di specializzazione per chi ha frequentato la scuola post laurea tra il 1978 ed il 1993 e di 10mila euro per il periodo 94-2006, oppure farsi convertire il credito in contributi figurativi per accelerare il pensionamento“. “Da sempre al fianco dei medici, continuiamo a tutelarli e supportarli in tutto quello che riguarda la professione e non solo. Proprio in questa particolare giornata si discute di responsabilità professionale e copertura assicurativa, ma resta forte l’attenzione anche sulla mancata applicazione della direttiva europea 2003/88 relativa all’orario di lavoro e sul fronte delle irregolarità bancarie. Per quanto riguarda i medici specialisti, invece, riteniamo che quest’ultima iniziativa parlamentare rappresenti davvero il punto di svolta per chiudere la vicenda – afferma Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group – perché la politica ha compreso, finalmente, l’enorme rischio a cui si espongono le casse pubbliche attraverso questa inarrestabile emorragia. È però fondamentale, per i medici che ancora non l’avessero fatto, presentare ricorso per ottenere il rimborso forfettario previsto dal Ddl. Proprio per questo – conclude il presidente Tortorella –  stanno partendo le nostre ultime azioni collettive“;

Fonte: Quotidiano Sanità