logo

AREA RISERVATA

logo

Precedente Successivo

Dal Tribunale risarcimento di 14 milioni a cinquecento medici specializzandi

LA VERTENZA

La strada è lunga e tortuosa, carte, fascicoli, scadenze, udienze, ricordi, ma il lieto fine arriva. L’ultima buona notizia è di un mese fa: con la sentenza numero 16842/13 del 31 luglio, il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di 500 medici specializzandi per un valore di quattordici milioni di euro. Un passo importante per tutti i medici che hanno fatto ricorso per ottenere il rimborso per gli anni di specializzazione tra gli anni 1982 e 1991. “La sentenza è stata dichiarata immediatamente esecutiva già in primo grado – racconta Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, la più grande realtà medica italiana con oltre 40 mila camici bianchi che sta portando avanti l’azione legale – il che vuol dire che coloro che hanno fatto ricorso saranno subito rimborsati“.

IL FATTO

L’azione che vede i medici di tutta Italia in tribunale contro lo Stato, nasce dal ritardo con cui quest’ultimo ha accolto le direttive europee che imponevano l’erogazione di un giusto compenso per i dottori durante la scuola di specializzazione universitaria in medicina. Lo Stato ha recepito la direttiva dieci anni dopo: nel 1993, stabilendo una borsa di studio annuale di ventuno milioni di vecchie lire per chi era stato ammesso alle scuole di specializzazione a decorrere dall’anno accademico 1991/92 . Quindi i medici iscritti ai corsi tra gli anni 1982 e 1991 non hanno preso alcuna remunerazione. Risultato? Negli anni si è venuto a creare un imponente contenzioso in tribunale nei confronti dello Stato. Migliaia di dottori hanno fatto ricorso. “la presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero dell’Economia e delle Finanze sono state più volte condannati al pagamento degli indennizzi – spiegano alla Consulcesi – fino a oltre centomila euro a medico“.

C’è poi un secondo contenzioso, intentato da chi ha frequentato la scuola di specializzazione tra il 1994 e il 2006 : la borsa di studio è stata si corrisposta, ma senza il pagamento degli oneri previdenziali e la copertura assicurativa dei rischi professionali e degli infortuni. Consulcesi scende in campo ormai quasi vent’anni: in pochi mesi riceve migliaia di richieste di aiuto (numero verde 800.122.777) e partono le cause collettive. Le associazioni nazionali calcolano che è di oltre quattro miliardi la somma che la Presidenza del Consiglio e i ministeri competenti rischiano di dover riconoscere.

L’ACCORDO

Il 3 luglio è stato presentano in Senato un nuovo disegno di legge denominato “Corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione universitarie negli anni dal 1983 al 1991”. Un accordo che il presidente onorario di Consulcesi sollecita da tempo, “dopo aver permesso a oltre settemila sanitari di tutta Italia di recuperare più di 327 milioni di euro“. In particolare il ddl prevede un rimborso forfettario di 13 mila euro per ciascun anno di frequenza della scuola di specializzazione.

Questo può, insomma, essere un primo passo per dirimere una vicenda che si trascina da anni e che “potrebbe garantire allo stesso tempo sia i legittimi interessi dei professionisti che non hanno mai ricevuto quanto loro dovuto, sia l’esigenza dello Stato di contenere i costi” spiega soddisfatto Tortorella che annuncia per il prossimo 20 ottobre la nuova causa collettiva.