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Il governo rimborsa i medici padovani. Firmati assegni per 3mln di euro

Ieri a Verona i legali Consulcesi hanno consegnato i soldi a 93 ex specializzandi

 

 

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta hanno seguito il corso che li ha resi professionisti senza intascare una lira, qualche decennio dopo hanno ricevuto dalla giustizia quanto gli spettava in euro. È milionario il rimborso per gli specializzandi padovani (oggi medici) che reclamavano la borsa di studio negata ai tempi della specialità: Consulcesi, azienda specializzata nella tutela legale dei camici bianchi, ieri ha consegnato a Verona 212 assegni dal valore complessivo di dieci milioni di euro ad altrettanti ex specializzandi veneti, lombardi e friulani che hanno vinto l’azione collettiva contro il Ministero dell’istruzione. La capitale dei rimborsi, come prevedibile per numero di medici, è proprio Padova. La città del Santo ha ricevuto 93 assegni dal valore medio di 40 mila euro contro gli 80 del capoluogo scaligero, incassando oltre tre milioni di euro in tutto. E non è finita dato che altri trenta medici padovani hanno già vinto la causa e aspettano solo il decreto esecutivo per ricevere un importo complessivo di oltre un milione. La battaglia legale prende spunto dalle direttive europee dei primi anni Ottanta che imponevano a tutti gli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai medici impegnati nella formazione specialistica: entrate in vigore nel 1983, le disposizioni in Italia rimasero lettera morta per tutti gli immatricolati fino al 1993. 

Il Bo non faceva eccezione. Per anni i laureati in Medicina hanno svolto turni di guardia medica notturni e sostituzioni in medicina generale senza ricevere un compenso e senza poter svolgere attività esterne (oggi uno specializzando guadagna 25 mila euro l`anno nel primo biennio e 26 mila negli anni successivi). A partire dal Duemila sono iniziate le cause. Consulcesi ha difeso 70 mila camici bianchi ottenendo rimborsi per 400 milioni di euro e da qualche giorno ha iniziato un tour tra le città italiane per consegnare gli assegni. Dopo Bari e Bologna, le prime due città toccate dal tour di Consulcesi, (il titolo del road show è: “Un milione al giorno”) ha fatto tappa a Verona. La somma più consistente comunque è andata proprio a Padova, dove si registra anche qualche doppia specializzazione che è stata liquidata con somme tra i 70 mila e i 100 mila euro.

I soldi dei rimborsi arrivano direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri: pochi giorni fa, durante il Question Time alla Camera, il premier Matteo Renzi ha riconosciuto che l`aumento della spese di Palazzo Chigi è legato anche alle condanne inflitte per le borse negate agli ex specializzandi. I medici padovani hanno contribuito alla voragine con oltre tre milioni, che diventeranno presto più di quattro. Il fronte è destinato ad allargarsi ancora, dato che la Cassazione ha disposto il rimborso per gli specializzandi immatricolati dal 1978 e ancora iscritti nel 1983: anche per questo, Consulcesi ha proposto un accordo transattivo che verrà discusso in parlamento. 

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Con la recentissima sentenza della Cassazione, via libera ai rimborsi anche per i medici che hanno iniziato la specializzazione dal 1978. Scopri di più