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Intervista esclusiva ad Alberto Oliveti, Presidente ENPAM

 

“Puntiamo sui giovani e sulle nuove tecnologie”

La sanità e la sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale come nodo cruciale nell’agenda del Governo, per le ripercussioni, in termini di stabilità e crescita, nel tessuto economico e sociale italiano: questi e molti altri i temi affrontati in una lunga intervista con il Presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti, punto di vista autorevole per comprendere al meglio il cammino intrapreso dalla sanità italiana.

Nuove tecnologie in sanità: importanza e prospettive per il nostro Paese?

È indubbio che l’evoluzione tecnologica sia la frontiera della tutela e della promozione della salute. Penso ad esempio alle tradizionali classificazioni dell’assistenza sanitaria – prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione – a cui oggi si debbono aggiungere nuove voci che vanno dalla predizione alla rigenerazione. In questi settori registriamo un allargamento del campo d’azione della medicina grazie al progredire delle conoscenze.

D’altro canto queste tecnologie – che impattano in modo sicuramente positivo sulla promozione e la tutela della salute – modificano il tradizionale rapporto tra medico e paziente. Quella che una volta era una “alleanza per la terapia”, deve oggi trasformarsi in una più ampia “alleanza per la salute”. Una nuova alleanza che sappia avvalersi al meglio delle potenzialità in termini di diagnosi a distanza, prevenzione e terapia, collegata alle prospettive di una formazione telematica costante e continua.

Sì dunque all’ evoluzione, ma con gli occhi ben aperti: il rischio è che una mole di conoscenze sempre più ampie, si scontri con l’esigenza di una sintesi nel perseguire l’obiettivo di promozione e tutela della salute. Per questo è facile prevedere la necessità di una figura esperta, in grado di decriptare e interpretare i dati sempre maggiori e sempre nuovi che l’evoluzione tecnologica porta.

In quale altro modo lo sviluppo delle tecnologie incide sulla professione medica?

Innanzitutto partiamo dall’ assunto che il mio punto di vista è quello istituzionale del presidente di una fondazione deputata a fornire assistenza e pagare pensioni mettendo efficacemente a reddito i contributi obbligatori e volontari incassati. Detto questo, l’evoluzione tecnologica – che in un’ottica di sviluppo e crescita della medicina è sicuramente positiva – può paradossalmente portare con sé effetti distorsivi.

Penso ad esempio alle applicazioni già disponibili sui cellulari che consentono un aumento della quantità di assistenza a distanza, ma allo stesso tempo riducono il contatto interpersonale col medico . Un contatto che dovrà essere declinato su nuovi livelli, ma che nell’ immediato potrebbe tradursi in una forte riduzione dei flussi contributivi destinati alle pensioni dei medici, con beneficio esclusivo dei fatturati dei gestori di telefonia o info telematica. Penso quindi che un sistema di controllo e monitoraggio sullo sviluppo delle nuove tecnologie sia indispensabile come garanzia del diritto alla salute.

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