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“Nuove tecnologie, formazione e nessun taglio” : intervista esclusiva a Beatrice Lorenzin

La sanità è materia in continua evoluzione: i progressi nella tecnologia, nella ricerca, le questioni bioetiche che da questa scaturiscono, impongono, sia al legislatore che agli operatori del settore, una riflessione costante, un atteggiamento proattivo sull’innovazione,  un approccio deontologico e pratico costantemente in divenire.

Queste istanze hanno trovato un’efficace risposta nel programma ECM, obbligatorio dal 2012 grazie al decreto Balduzzi,  attraverso cui il professionista sanitario può aggiornarsi in maniera costante e continua per meglio rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze organizzative e operative del Servizio sanitario, favorendo così  il proprio sviluppo professionale; tutto questo oggi, grazie proprio alle nuove tecnologie, è agevolato dalla possibilità di formazione a distanza (FAD), metodo che consente di raggiungere il maggior numero di destinatari possibile con una considerevole riduzione di spesa. E’ evidente quindi l’ impatto positivo del programma su tutto il sistema sanitario, che verifica e promuove su  scala nazionale la qualità della formazione continua.  Sono stati questi i temi cardine intorno a cui è ruotata la 5°Conferenza nazionale ECM tenutasi a Roma, in occasione della quale il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha rilasciato un’intervista esclusiva per Sanità Informazione, approfondendo anche il tema delle nuove tecnologie e commentando l’importanza dei mancati tagli alla Sanità, inizialmente previsti nella Legge di Stabilità.

 

Ministro Lorenzin, parliamo di ECM, parliamo di formazione a distanza: un tema importante per la sanità di domani?

“Sì, è assolutamente importante, non soltanto la formazione a distanza ma tutti gli strumenti che permettano ai medici e agli operatori di aggiornarsi e di essere al passo rispetto alle innovazioni  che fortunatamente il mondo della medicina ci pone sotto gli occhi ogni giorno. La FAD, inoltre, può essere associata a stage o seminari più ristretti, che permettano una verifica delle conoscenze acquisite ed un utile scambio di opinioni con i docenti e con i colleghi”.

 Più in generale l’utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta forse la strada per il futuro..

“Sì, sia per quanto riguarda la riduzione degli sprechi, e mi riferisco quindi a tecnologie che permettano di realizzare un sistema open data e di accesso trasparente a esiti e prestazioni, sia per quanto riguarda la stessa formazione, attraverso strumenti che permettano agli operatori di avere accesso continuo a opportunità di formazione complessa e variegata. Possiamo immaginarla come una piattaforma tecnologica in cui si sceglie su cosa formarsi a seconda delle esigenze. Inoltre, le nuove tecnologie consentono progressi fino a poco tempo fa inimmaginabili, in termini diagnostici, di efficacia terapeutica e di qualità della vita, contenendo al tempo stesso i costi. Va da sé che a beneficiarne, oltre ai pazienti, è l’intero sistema sanitario”.

La mancanza di tagli nella Legge di Stabilità, aiuta probabilmente a poter pianificare una Sanità del domani che sia di tutto rispetto?

“Questo è stato fondamentale per noi, perché soffriamo ancora i precedenti tagli di 22 miliardi di euro, oltre al fatto che il sistema è ancora sotto spending review:  è senza dubbio un sistema che è stato particolarmente contratto; l’avere evitato i tagli mette in sicurezza il fondo sanitario nazionale e ci permette, al tavolo con le Regioni, di contrattare una nuova programmazione che è nel Patto per la Salute: quella sì che ci porterà una riduzione di sprechi notevolissima, con risorse che si liberano e che, a mio parere, devono essere reinvestite nel sistema sanitario in ricerca, in nuove applicazioni, in infrastrutture e in una qualificazione del personale.

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