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Rc professionale e specializzandi: svolta a tutti i costi nel 2014 per non finire al collasso

Il 2013 si è chiuso con le proteste dei giovani a Montecitorio e col grido d’allarme lanciato al Congresso di SanitAssicura. Intervista alla senatrice Nerina Dirindin (Pd): “Bisogna dare prospettive e trovare soluzioni, ma tutti devono dare il proprio contributo”

 

Incertezze, perplessità e proteste. Si è chiuso così il 2013, rinviando al nuovo anno le speranze di una riforma del sistema sanitario che possa dare maggiori garanzie a medici e pazienti, ma anche aprire prospettive interessanti – in ottica futura – di poter consentire all’Italia quella svolta da tempo auspicata.

Una svolta, urlata a Montecitorio dagli specializzandi ma richiesta – con toni più pacati e comunque incisivi, da autorevoli esponenti del settore durante il I° Congresso nazionale sulla Rc professionale, organizzato il mese scorso da SanitAssicura. Sul piatto, tra gli altri, due temi caldi, come appunto le problematiche dei giovani medici e l’obbligo assicurativo che scatterà ad agosto senza ancora un quadro di riferimento normativo adeguato.

Un grido d’allarme che il mondo politico non può ignorare, benché fino a pochi giorni fa l’attenzione sia stata puntata sulla Legge di Stabilità.”Ma molte decisioni in tal senso – commenta la senatrice Nerina Dirindin, capogruppo Pd in Commissione Igiene e Sanità, già direttore generale del Ministero della Sanità – sono rinviate al Patto della Salute, che porterà poi agli accordi con le Regioni che dovranno essere recepiti da qualche norma. Il vero problema – incalza – è che questo provvedimento si limita ad inserire, tra il 2015-2016, riduzioni di spese sul personale, che è stato già penalizzato e per questo anziché continuare a portare demotivazione ed incertezza, bisognerebbe dare speranze”.

Proprio quelle a cui si aggrappano gli specializzandi, senza però trovare ancora particolari appigli. “Ci stiamo lavorando con alcune iniziative alla Camera – risponde la senatrice del Pd – ma ai giovani medici diciamo sostanzialmente tre cose: non devono richiedere solo borse di studio, ma devono contribuire a far capire alla politica quanto sia importante dare nuove prospettive al Ssn; devono pretendere di essere formati meglio, in maniera più adeguata per un paese che vuole essere moderno e infine devono ricordarsi che nel loro lavoro è al centro la persona”.

Anche gli specializzandi hanno però davanti lo spauracchio dell’obbligo assicurativo di agosto in un panorama che, tra rischi e incognite, sta generando una situazione di elevata preoccupazione. “Quello della Rc professionale è un tema di grande rilevanza, che non abbiamo ancora calendarizzato – afferma Nerina Dirindin – ma a breve lo faremo per trovare soluzioni condivise. Lo riteniamo un tema prioritario perché sappiamo benissimo che è fonte di incertezze tra i medici ma che comporta anche notevoli spese al sistema sanitario. Evidentemente – conclude la senatrice del Partito Democratico – la questione non può essere rinviata ulteriormente”.

 

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