Consulcesi: supporto consulenziale per le Professioni Mediche
Menu

Entra nell'Area Riservata

Hai dimenticato la tua password?

Non sei iscritto? Prova Gratis Consulcesi Club

Precedente Successivo

Tortorella (Consulcesi): “Recovery Fund anche per chiudere annosa vertenza specializzandi”

Tortorella (Consulcesi): “Recovery Fund anche per chiudere annosa vertenza specializzandi” L’intervista con il Presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella sull’annoso problema delle cause dei mancati rimborsi agli specializzandi. Così Tortorella : “Oggi col Recovery Fund è possibile dare diritto, voce e riconoscimento ai 180.000 medici che negli anni si sono spesi senza essere pagati”.

Precedente Successivo

Disabili: Consulcesi, a 45 mila italiani sordi Covid nega comunicazione

A causa delle regole imposte dalla pandemia di Covid-19, le persone sorde stanno vivendo forti limitazioni nella comunicazione e nell’interazione sociale legata principalmente all’obbligo di usare le mascherine. Ad essere coinvolti sono 7 milioni di persone con problemi di udito più o meno gravi, di cui ben 45mila sorde, pari all’11% della popolazione italiana. In una situazione d’emergenza, come al Pronto soccorso o in ospedale, la difficoltà di dialogo può diventare ingestibile, innescando una serie di fraintendimenti e una catena di reazioni imprevedibili. Per di più, molti professionisti sanitari conoscono poco o per niente le modalità di approccio con un paziente con disagio uditivo, rischiando di compromettere il percorso di cura.

“Non potendo usare l’organo uditivo – afferma Luca Rotondi, presidente Emergenza Sordi Apa, esperto di comunicazione rivolta ai sordi – le persone con disabilità uditive fanno affidamento sulla lettura del labiale dell’interlocutore. Capacità, questa, gravemente compromessa dall’obbligo di indossare la mascherina che può creare enormi e inaccettabili disparità di trattamento nei soggetti con deficit dell’udito”.

Per affrontare questa problematica, Consulcesi Club, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità che si celebra oggi 3 dicembre, lancia il primo corso intitolato ‘In reciproco ascolto. Interagire con il paziente sordo in situazione normale e di emergenza”‘ in collaborazione con l’Associazione Emergenza sordi Aps.

Entrare nel mondo dei sordi, comprenderne segreti e caratteristiche, è l’obiettivo del corso di Consulcesi Club che – riferisce una nota – grazie alla collaborazione con i massimi riferimenti istituzionali della comunità sordi, insegna a riconoscere le caratteristiche della persona sorda in base ai comportamenti fisici e psicologici; a distinguere i diversi tipi di sordità; a interagire con semplici regole e a usare varie App come ‘Spread the sign’ (il più grande dizionario di lingue dei segni al mondo) o come ‘Where are U’ collegata alla Centrale unica di risposta Nue 112 per risparmiare tempo prezioso in situazioni di emergenza, oppure la WebApp ‘Comunica con tutti’ attraverso i simboli semplificati di immediata comprensione al fine di facilitare la comunicazione tra paziente e personale sanitario.

Fonte: IL TEMPO.IT

Precedente Successivo

Coronavirus: Consulcesi dona dispositivi per 1 milione

Ventilatori, tute, mascherine, tablet a strutture sanitarie

Dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari, strumenti per la ventilazione assistita dei pazienti, tablet per mettere in contatto i malati ricoverati con le loro famiglie: una donazione del valore di un milione di euro per fronteggiare l’emergenza arriva oggi da Consulcesi, il principale network legale e di formazione per medici e operatori sanitari.

“Consulcesi è nata per stare al fianco degli operatori sanitari ed oggi più che mai è nostro dovere fare tutto il possibile per supportarli – afferma il presidente Massimo Tortorella – in questo momento gli operatori sanitari stanno pagando il prezzo più alto. Il nostro contributo vuole essere un aiuto concreto laddove c’è più bisogno”.

Il network ha donato 243 tablet, 75mila mascherine Ffp2 e Ffp3, 10mila tute, 55 ventilatori, oltre a piattaforme di formazione e comunicazione per medici e operatori sanitari. Le strutture beneficiarie sono Ospedale San Matteo Pavia, Ospedale Regionale di Locarno, Nuovo Ospedale Fiera a Milano, Nuovo Ospedale nelle Marche, Ordine Medici Bergamo, Federazione Italiana Medici Medicina Generale, Segretariato Italiano Giovani Medici, Sanità di Frontiera Onlus, Federfarma Roma, diversi comuni e Ospedali zone Ticino e Chiasso, Ordine Medici di Roma, Federfarma Torino, Federazione nazionale degli ordini degli infermieri.
Consulcesi in questa fase emergenziale sta anche portando avanti progetti formativi riservati ai professionisti sanitari ma anche al grande pubblico: “La formazione rappresenta l’arma più potente nel lungo periodo tra gli operatori, rispondendo all’obbligo di formazione continua in medicina (Ecm), ma anche per creare dei protocolli sanitari internazionali”, dice Tortorella.

E conclude: “In questa direzione va anche il Docufilm formativo “Covid-19-il virus della Paura” che, avvalendosi del supporto di esperti internazionali e di importanti istituzioni sanitarie, analizzerà anche il fenomeno delle psicosi alimentato da teorie complottiste e fake news”.

Coronavirus: Consulcesi dona dispositivi per 1 milione
Precedente Successivo

Test Medicina 2020 – L’intervista a Massimo Tortorella presidente della Consulcesi.

Precedente Successivo

Napoli, petardi e bottiglie contro i medici. In Italia tre aggressioni al giorno

Anche il Messaggero riprende quanto dichiarato dal presidente Massimo Tortorella in relazione alle preoccupanti aggressioni al personale medico.

Scarica l’articolo 

Precedente Successivo

Ricorso dei medici ex specializzandi, decine di sentenze a favore

Con le due recenti pronunce del Tribunale di Roma salgono a 18 i milioni di euro che lo Stato italiano è stato condannato a rimborsare solo in questa prima parte del 2020

Neppure il lockdown imposto dal coronavirus rallenta il flusso di sentenze positive a favore dei medici specialisti. Con le due recenti pronunce del Tribunale di Roma salgono a 18 i milioni di euro che lo Stato italiano è stato condannato a rimborsare – solo in questa prima parte del 2020 – a quei professionisti ingiustamente penalizzati durante la scuola di specializzazione in Medicina in violazione delle direttive comunitarie in materia.

Queste ultime due sentenze vanno ad aggiungersi ad altre sei positive (per un totale di 8) ottenute solo quest’anno in favore di 416 ricorrenti attraverso le azioni collettive promosse da Consulcesi, network legale specialista del contenzioso, con all’attivo oltre 500milioni di euro di rimborsi fatti ottenere ai medici specialisti.

Da gennaio ad oggi il diritto dei medici ex specializzandi è stato riconosciuto da Tribunale di Roma anche con altre quattro sentenze, dalla Corte di Appello di Napoli e dal Tribunale di Genova con una sentenza di particolare rilevanza giuridica per diversi motivi: è stato, infatti, confermato che la prescrizione non è mai iniziata a decorrere per la mancanza di una norma attuativa per i medici iscritti alla scuola di specializzazione prima del 1991; è stato riconosciuto il diritto al rimborso anche a chi si è immatricolato a Medicina prima del 1983 e, prendendo come parametro la legge 370 del 1999, è stata riconosciuta anche la rivalutazione monetaria e gli interessi compensativi con le somme degli indennizzi triplicati fino ad un valore di 100mila euro per ogni medico.

«Tribunali e Corti continuano a riconoscere il diritto dei medici con una raffica di sentenze che danno forza e fiducia ai ricorrenti», è il commento di Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi che pone poi l’attenzione su due fronti: «I due Disegni Di Legge (n.1802 e n.1803) presentati, hanno un ampio sostegno bipartisan e mai come ora ci sono tutte le condizioni per raggiungere l’accordo transattivo per chiudere la vertenza con un rimborso forfettario solo a chi avrà presentato ricorso prima della trasformazione in legge. Lavoreremo ora per migliorare il provvedimento aumentando gli importi degli indennizzi con un accordo che tenga anche conto di trasformare i contributi previdenziali previsti in rimborsi economici».

«Considerando che la questione riguarda 180mila medici specialisti che rappresentiamo legalmente e davanti alle Istituzioni – aggiunge Tortorella – riteniamo altrettanto importante che sia un tema centrale anche nei programmi di chi si candiderà a guidare gli OMCeO, che si avviano ai rinnovi. E’ quello che ci chiedono quotidianamente i medici e che ci ha spinto a promuovere sul nostro sito www.consulcesi.it una survey mirata proprio a confermare la loro volonta’ di vedere rappresentato il proprio diritto in tutte le sedi affinchè si crei una convergenza totale verso l’obiettivo alla luce anche della recente presa di posizione del presidente FNOMCeO, Filippo Anelli che ha auspicato una rapida approvazione dei Ddl anche come segnale concreto di sostegno ad una categoria che ha pagato un prezzo molto alto durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19».

Ricorso dei medici ex specializzandi, decine di sentenze a favore
Precedente Successivo

Consulcesi: migliaia di firme per accordo Stato-specializzandi ’78-2006

Decine di migliaia di firme arrivate su Change.org, e sulla piattaforma di Consulcesi Club. Obiettivo: chiedere a Governo e Istituzioni di chiudere un contenzioso che dura da tanti anni, il mancato riconoscimento economico agli specializzandi degli anni ’78-2006. La battaglia dei medici specialisti sta diventando la battaglia di tutti i medici e non solo: favorevoli alla soluzione di un accordo transattivo tanti vertici Fnomceo e presidenti degli Ordini, rappresentanti delle principali istituzioni sanitarie e politiche ma anche comuni cittadini che stanno sostenendo con firme e appelli pubblici la petizione lanciata su Change.org. L’obiettivo è chiudere una volta per tutte una profonda ingiustizia. E’ quanto riferisce Consulcesi in una nota.
A cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 lo Stato italiano – prosegue la nota – ha violato le direttive Ue in materia, non ha infatti corrisposto agli specializzandi dell’epoca il corretto trattamento economico, previdenziale e assicurativo segnando una profonda disparità con i loro colleghi che operavano negli altri Paesi membri. La petizione è stata lanciata da Consulcesi, network legale che nel corso degli anni, attraverso le azioni collettive ed i successi nei tribunali di tutta Italia, sta rendendo giustizia a migliaia di quegli oltre 180mila medici penalizzati.
“Insieme alle iniziative legali – spiega il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella – abbiamo più volte sollecitato la politica a trovare una soluzione attraverso una transazione. Abbiamo trovato sostegno bipartisan in diverse legislature, compresa l’attuale, ed in Parlamento ci sono altri due Ddl per l’accordo transattivo. Negli anni scorsi al sostegno ideologico erano però sempre mancate le coperture economiche per chiudere la questione. Stavolta – aggiunge Tortorella – il Recovery Fund rappresenta un’occasione che non può essere sprecata”.
“L’Italia avrà a disposizione nel prossimo triennio 209 miliardi di euro di cui 80 circa a fondo perduto e una grossa fetta di queste risorse saranno proprio destinate alla sanità. Dunque – prosegue – finalmente non solo ci saranno le risorse economiche per risolvere i problemi endemici del Ssn (rinnovare le strutture, introdurre maggiore tecnologia nelle attività, potenziare le cure domiciliari), ma anche per risolvere questioni annose come quella dei medici specialisti a cui potranno essere destinate tutte quelle somme che il Recovery fund permetterà di svincolare.
“In tal senso – sostiene Tortorella – è fondamentale che il messaggio arrivi forte e chiaro ai decisori politici: ogni firma, che si aggiungerà alle migliaia già raccolte, sarà un grazie ai nostri medici eroi e al contempo un fondamentale passo verso la fine di questa ingiustizia”. Per comprendere a fondo come i medici specialisti 78-2006 hanno vissuto e continuano a vivere il mancato riconoscimento del loro diritto – conclude la nota – è sufficiente leggere i tanti commenti sotto la petizione o quelli di sostegno dei cittadini dai canali social, dove si evidenzia quanto, ieri come oggi, quei medici sempre in prima linea a tutela della nostra salute e della nostra vita, anche a costo della loro come avvenuto per via del Covid, si richiedano sacrifici e si ritrovano anche vittime di denunce spesso pretestuose e vili aggressioni.

Precedente Successivo

Fase 2, così cambia il lavoro dei medici: corsi di aggiornamento per gestire il coronavirus

Il Covid-19 ha modificato l’attività sanitaria in ogni ambito: dalla più complessa operazione chirurgica alla semplice visita di controllo

Nell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus, la vita dei cittadini è cambiata radicalmente. Ma c’è una categoria di lavoratori che ha vissuto, e continua a vivere da vicino, gli effetti del Covid-19. Si tratta dei medici, da subito in prima linea. E, nella Fase 2 iniziata il 4 maggio, è indispensabile un continuo aggiornamento professionale per la gestione della malattia. Il coronavirus ha infatti modificato l’attività sanitaria in ogni ambito: dalla più complessa operazione chirurgica alla semplice visita di controllo.
Proprio per venire incontro a queste nuove necessità, la società Consulcesi ha realizzato una serie di corsi di aggiornamento professionale per i medici (obbligatori per legge denominati ECM ) proprio sul Covid-19.
La collana di corsi Consulcesi rappresenta uno strumento di formazione a disposizione dei professionisti sanitari per affrontare la pandemia ed i suoi effetti. La collana fa parte di un progetto formativo integrato che unisce arte, solidarietà e formazione, a partire dal docufilm “Covid-19, il virus della paura”: i contenuti scientifici sono stati curati da esperti come Massimo Andreoni, direttore della UOC Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e Giorgio Nardone, psichiatra esperto di psicosi.
“Dovremo convivere con il coronavirus per molto tempo – ha dichiarato Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi -, quindi le competenze mediche delle diverse professioni sanitarie, dai medici di base ai pediatri e agli infermieri, se opportunamente formati, diventano un primo filtro necessario per il riconoscimento dei casi e un più attento monitoraggio della situazione. In questo momento la formazione è la pedina vincente per uscire dalla Fase 2”.
Alcuni corsi sono già disponibili. Il primo titolo è “Covid-19, l’esperienza cinese: prevenzione, diagnosi e trattamento” realizzato in collaborazione con Operation Smile e basato sui documenti prodotti dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Zhejiang (Cina), Il secondo corso di cui i medici possono già usufruire è “Covid-19 e la tutela dei lavoratori. Protocolli e procedure di sicurezza nelle strutture sanitarie” ed offre informazioni fondamentali per la riapertura in sicurezza dei lavoratori nelle strutture sanitarie. Tra gli altri temi affrontati dai corsi le allergie, l’ipocondria, la comunicazione a distanza medico-paziente, il diabete.

Fase 2, così cambia il lavoro dei medici: corsi di aggiornamento per gestire il coronavirus
Precedente Successivo

Ricorso dei medici ex specializzandi, in arrivo rimborsi per 11 milioni di euro

Una buona notizia per molti camici bianchi: oltre 11 milioni di euro di risarcimento in arrivo per i medici specialisti penalizzati dallo Stato italiano nei decenni scorsi con importi triplicati rispetto al passato, anche fino a 100 mila euro per ogni singolo professionista e maglie più larghe per i ricorsi : potranno prestarlo anche i laureati prima del 1983.  E’ quanto stabilisce la sentenza 353/2020 del Tribunale di Genova pubblicata alcuni giorni fa che stabilisce tre principi: la prescrizione non è scattata; aumenta il valore delle somme da recuperare; e viene confermato il diritto al risarcimento a tutti i medici, indipendentemente dalla data di iscrizione al corso, con riferimento alle frequenze della scuola di specializzazione in Medicina avvenute dal 1 gennaio 1983 in poi.  “Viene stabilito il principio, che noi sosteniamo ormai da sempre, che la prescrizione non è mai iniziata a decorrere – spiega l’avvocato Marco Tortorella, che fa parte del network legale di Consulcesi che ha promosso il contenzioso – perché è mancata una norma attuativa della direttiva nei confronti dei medici che si sono iscritti ai corsi di specializzazione prima del 91″