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Cassazione: il medico deve compiere la scelta terapeutica meno rischiosa per il paziente

03/11/2021

Cassazione: il medico deve compiere la scelta terapeutica meno rischiosa per il paziente

Con la sentenza 12968/21 la Corte di Cassazione ha confermato che affinché si possa parlare di correttezza della prestazione da parte dell’operatore sanitario è necessario che questo effettui la scelta terapeutica meno rischiosa per il paziente.

Valutazione delle lesioni cagionate dall’intervento

Nel caso di specie la paziente alla quale era stata riscontrata una sospetta endometriosi era stata sottoposta ad una isterectomia che aveva cagionato una lesione dell’uretere e dunque aveva denunciato i medici che avevano deciso e praticato l’intervento per lesioni colpose.

Nel giudizio di appello, pur essendo stato riscontrato il nesso di causalità fra la lesione della paziente e l’intervento, era stato escluso che potesse ravvisarsi nell’attività del sanitario che lo aveva praticato negligenza, imperizia o che vi fossero stati errori nell’esecuzione dell’intervento, poiché la lesione era di fatto una complicanza imprevedibile dipendente anche da patologie pregresse della paziente stessa.

Responsabilità relativa alla scelta terapeutica

La Corte di Cassazione ha però rilevato la responsabilità nella condotta del medico che aveva consigliato alla paziente di sottoporsi all’intervento. Secondo la Suprema Corte, infatti, in presenza di due alternative terapeutiche, il medico è tenuto a scegliere la soluzione meno pericolosa per la salute del paziente, con la conseguenza che egli è responsabile, in caso di complicazioni, ove adotti l’alternativa più rischiosa.

 

Il medico in questo caso infatti per una sospetta endometriosi, poi rivelatasi insussistente, aveva sottoposto la paziente a un intervento dal quale, nonostante la corretta esecuzione, era derivata la lesione e non aveva approfondito se, in base alle linee guida, fosse preferibile effettuare una terapia farmacologica, sia pure dagli effetti temporanei, in attesa di poter scoprire, grazie alla reazione della paziente a tali cure e ad ulteriori approfondimenti diagnostici, la fondatezza della diagnosi di sospetta endometriosi.