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Ex specializzandi, sprint a Bruxelles per la transazione. Il nuovo Parlamento europeo avvicina la soluzione

Anche il nuovo Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli tra i “firmatari” del contratto bipartisan con la classe medica italiana sottoposto da Consulcesi ai candidati premiati da un boom di preferenze ed ora con prestigiosi ruoli istituzionali   
Il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella si congratula con Sassoli e con Fabio Massimo Castaldo, confermato vice-presidente e, protagonista insieme a Antonio Tajani, Antonio Maria Rinaldi e Pietro Bartolo, degli “euro-confronti” sulla vertenza dei medici specialisti 78-2006.
La rassicurazione ai medici: “Bruxelles decisiva per sbloccare e chiudere la situazione e c’è la volontà di farlo: la nostra azione sarà incessante in Italia e al Parlamento Ue fino all’accordo transattivo”  

 “Il problema dei medici ex specializzandi è molto serio e molto sentito, è necessario trovare una soluzione senza ingolfare i tribunali, perché è un diritto che dev’essere riconosciuto”. È l’impegno che si è assunto David Sassoli, da ieri nuovo presidente del Parlamento Europeo, nel giro di confronti sulle principali vertenze del comparto sanitario che Consulcesi aveva stimolato con le figure italiane di vertice a Bruxelles che avevano ripresentato la loro candidatura. 

Per prima cosa ci congratuliamo con il Presidente David Sassoli per il prestigioso incarico, convinti che possa svolgere al meglio anche questo mandato – commenta Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Lo stesso vale per Fabio Massimo Castaldo, riconfermato vice-presidente del Parlamento Ue e con il quale abbiamo avuto modo, al pari del Presidente uscente Antonio Tajani nonché di Pietro Bartolo e Antonio Maria Rinaldi, di analizzare le questioni chiave su cui il loro intervento in Europa poteva segnalare la svolta. A tutti loro avevamo fatto sottoscrivere un contratto bipartisan con tutta la classe medica italiana, che ha visto ripagato l’impegno profuso da parte dei candidati con un vero e proprio boom di preferenze ed ora anche con ulteriori riconoscimenti istituzionali“. 

Ed il nuovo assetto del Parlamento Europeo induce realmente a pensare che possa finalmente trovare uno sbocco la vertenza di quei medici a cui lo Stato italiano ’78-2006 ha negato il corretto trattamento economico, previsto proprio dalle direttive UE. Quei candidati che si erano impegnati in prima persona confrontandosi con una realtà che rappresenta oltre 100mila medici, ora possono portare con forza ed autorevolezza il tema all’attenzione del Parlamento europeo anche alla luce dell’escalation di istanze presentate ai Tribunali italiani e alla CEDU di Strasburgo.

E proprio in questa direzione si era espresso anche Fabio Massimo Castaldo, oggi come allora vice-presidente del Parlamento Ue affermando: “È fondamentale che il Parlamento europeo eserciti le giuste pressioni nei confronti del legislatore e dell’esecutivo italiano. L’obiettivo ovviamente è restituire piena dignità e pieni diritti ai nostri camici bianchi che oggi ancora svolgono con grande senso del dovere la propria professione e rappresentano la spina dorsale del nostro Sistema Sanitario”. Lo stesso Castaldo riguardo l’ipotesi di un accordo transattivo aveva affermato: “si tratta di una buona soluzione, intelligente, che può finalmente chiudere questa annosa questione dando certezza del diritto e dando pieno godimento di quelli che, ribadisco, sono semplicemente diritti maturati in base alla normativa europea“. “Non si tratta soltanto di un diritto negato – aveva invece dichiarato l’allora Presidente del Parlamento Ue Antonio Tajaniè anche di un principio morale: lo Stato deve sempre dare il buon esempio. Non può pretendere che i cittadini paghino le tasse e poi quando lui dev’essere pagatore non fa il suo dovere”

“L’ampio e forte consenso raccolto attorno alla vicenda degli ex specializzandi – commenta Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi – conferma la centralità del tema e soprattutto la necessità di arrivare al più presto alla soluzione definitiva di un accordo transattivo che possa garantire i diritti dei medici e consentire allo Stato un notevole risparmio economico visto che le sentenze continuano a dar ragione ai ricorrenti  in tutti i gradi di giudizio: solo per citare l’ultimo emblematico esempio, poche settimane fa abbiamo consegnato a Roma assegni di rimborso ad oltre 400 medici per un totale di 12 milioni di euro che vanno a sommarsi ai 48 milioni di euro del 2018 per un contenzioso che ad oggi ha visto gli ex specializzandi tutelati da Consulcesi ottenere oltre 530 milioni di euro ed espone le casse pubbliche ad un esborso complessivo superiore ai 4 miliardi di euro