logo

AREA RISERVATA

logo

Medici ex specializzandi 1993-2006: lo Stato deve risarcire 10 miliardi a oltre 50mila medici

Secondo il parere pro veritate del prof. Avv. Sergio di Amato, già presidente della Cassazione, la remunerazione percepita dagli specializzandi 1993-2006 era inadeguata e, quindi, in violazione delle norme comunitarie
Consulcesi lancia la nuova azione collettiva per il 14 dicembre

Già poco dopo il recepimento delle Direttive Comunitarie che prevedevano l’adeguata remunerazione per gli specializzandi 1993-2006 lo Stato italiano è tornato ad essere inadempiente rispetto all’obbligo comunitario. Lo afferma l’autorevole pro veritate del Prof. Avv. Sergio Di Amato (già magistrato e Presidente della Terza Sezione civile della Corte di Cassazione, veste nella quale ha maturato una approfondita esperienza sui temi della responsabilità civile).

Infatti, l’adeguata remunerazione mira a garantire che i medici in questione dedichino alla loro formazione pratica e teorica tutta la propria attività professionale per tutta la durata della settimana lavorativa, consentendogli di essere affrancati dalle preoccupazioni esistenziali. In mancanza di ciò, secondo l’analisi di Consulcesi, network legale leader in ambito sanitario, il rischio di esborso da parte da parte dello Stato ai medici coinvolti, oltre 56mila, supera  i 10 miliardi di euro.

Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi: “Questo parere, autorevole e indipendente, segna un’ulteriore svolta a favore di medici specialisti, rafforzando quelle tesi da noi sempre sostenute. Una conferma e un ulteriore stimolo per tutti gli ex specializzandi penalizzati dallo Stato, a portare avanti le azioni legali già avviati e intraprenderne di nuove per poter ottenere il diritto negato. Per questo invitiamo i medici ad aderire all’azione collettiva del 14 dicembre, contattando i nostri oltre mille consulenti che rispondono al numero verde e sul sito“.