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Medici specialisti ambulatoriali, parte il rimborso dell’indennità di trasferta

Secondo una recente sentenza della Cassazione i rimborsi per le trasferte dei medici ambulatoriali non devono essere tassati. SUMAI-ASSOPROF: al via i ricorsi con Consulcesi

Si apre un nuovo fronte giudiziario nei confronti dello Stato, in favore dei medici. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 6793/2015) afferma che, contrariamente a quanto fatto finora, i rimborsi per le trasferte dei medici ambulatoriali non devono essere tassati. Il provvedimento fa fede a norme contrattuali applicate ormai da decenni, le quali prevedono un rimborso spese determinato dal chilometraggio effettuato, con il proprio automezzo, per raggiungere le sedi di lavoro. Spesso, infatti, i medici si trovano ad operare in ambulatori situati in comuni diversi appartenenti però ad una stessa provincia, e distanti anche diversi chilometri.

Ai fini IRPEF, quindi, la natura di tali rimborsi è risarcitoria e non retributiva. Per il medico si affaccia perciò la possibilità di ottenere il rimborso delle somme trattenute impropriamente. Già SUMAI- ASSPROF, il principale sindacato della medicina specialistica ambulatoriale, denunciando “l’ennesimo conflitto istituzionale in cui a rimetterci sono, come al solito, i medici” ha attivato i ricorsi grazie a Consulcesi, per ottenere, dallo Stato, la restituzione di un importo fino a 15 mila euro per i rimborsi per la trattenuta IRPEF sulle spese di viaggio sostenute negli ultimi quattro anni

Nonostante l’ Agenzia delle Entrate sia in contrasto con quanto disposto dalla Cassazione, affermando che il risarcimento sia da considerarsi esente da tassazione solo in caso di danni derivanti da invalidità permanente o da morte, per Roberto Lala, segretario di SUMAI-ASSOPROF, a quel punto “i rimborsi dovrebbero essere anche sottoposti a quello che è per legge il contributo previdenziale” . Si deve quindi “trovare una soluzione unica per chiudere la questione nel rispetto delle leggi vigenti. Laddove viene disatteso quanto disposto dalla Cassazione, i colleghi possono ovviamente rivalersi nei confronti di chi li danneggia, nel caso specifico lo Stato“.

Secondo il Segretario, quindi, al medico spetta in qualsiasi caso la restituzione di ciò che gli spetta di diritto. Sia SUMAI-ASSOPROF che Consulcesi sono quindi pronti a dare battaglia con una nuova azione, per vedersi riconoscere dallo Stato i rimborsi sulle spese di trasferta.

Altri soldi da sborsare per lo Stato? Attualmente sono già aperti tre importanti contenziosi relativi ai rimborsi  per gli anni di specializzazione non retribuiti per i medici specializzati dal 1978 e quelli specializzati tra il 1982 e il 2006 e per il mancato rispetto della Direttiva UE 2003/88 sugli orari di lavoro in merito ai turni massacranti..

Fonte: Sanità Informazione