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No dei medici a deroghe e proroghe. Migliaia di ricorsi pronti a partire

COMUNICATO STAMPA

Il 25 novembre non ci sarà l’addio ai turni massacranti in corsia: le Regioni propongono una nuova regolamentazione.
Cassi (CIMO): WSindacati pronti a portare questo tema allo sciopero del 16 dicembre”
Il Dg di Consulcesi Group Simona Gori: “Già avviati 5mila ricorsi contro lo Stato per sancire un principio di giustizia come abbiamo già fatto con gli ex specializzandi”

 

Il problema degli orari di lavoro dei medici non si risolve con un rinvio o, peggio ancora, provando a metterci una pezza con un regolamento posticcio“. L’approssimarsi del 25 novembre, data che dovrebbe segnare l’entrata in vigore della Legge 161 per mettere al bando i turni massacranti, causati dalla violazione della direttiva Ue 2003/88, sta generando un’affannosa corsa a soluzioni tampone. Soluzioni che non piacciono e continuano a danneggiare i medici, davanti ai quali alza lo scudo Consulcesi, che per prima ha sollevato il problema, raccogliendo in meno di un anno oltre 5mila ricorsi.

La proroga è una sciocchezza – afferma con forza Riccardo Cassi, presidente Cimo e portavoce di Alleanza per la Professione Medica –. È inutile senza un progetto chiaro alle spalle, condiviso con noi rappresentanti dei medici. Si facciano norme che garantiscano davvero i riposi, e che vengano poi davvero applicate. Sacrosanti in questo contesto i ricorsi sui turni massacranti, soprattutto quando le ore in più non vengono neanche pagate. Abbiamo già dichiarato uno sciopero il prossimo 16 dicembre: se non cambia nulla porteremo in piazza anche questo tema“.

Non convince, insomma, la proposta del Comitato di Settore Sanità delle Regioni, presieduto da Massimo Garavaglia. Sostanzialmente verrebbero inserite delle deroghe sugli orari di lavoro e nei riposi, in relazione a quanto disposto dalla direttiva europea violata, e si chiederebbe al governo di “scavalcare” il 25 novembre con un rinvio da inserire nel primo testo di legge utile.

La toppa che si vuole applicare è peggio del buco – dichiara Simona Gori, Direttore Generale di Consulcesi Group –. Come sempre noi siamo al fianco dei medici per far valere i loro diritti negati. Negli ultimi mesi abbiamo già avviato oltre 5mila ricorsi ai quali se ne stanno aggiungendo, giorno dopo giorno, tantissimi altri. Si agisce contro lo Stato per la violazione della direttiva europea 2003/88 – conclude il Dg di Consulcesi Group – e ci sono sempre più Omceo, Enti, Associazioni e Sindacati che hanno convenzionato tutti i loro iscritti pronti a sostenere i camici bianchi per affermare un nuovo principio di giustizia, come già successo con gli ex specializzandi. Proprio per questo è imminente una nuova azione collettiva. A disposizione per tutti i medici ci sono i nostri 1.000 avvocati e consulenti legali che rispondono gratuitamente al numero verde”.

 

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