AREA RISERVATA

Prescrizione, chi rischia e come evitarla. Per l’atto interruttivo ci pensa Consulcesi

Nel 2017 scatterà la prescrizione per il diritto ancora pienamente valido per i medici ad ottenere la giusta remunerazione per le scuole di specializzazione tra il 1978 e il 2006
Una telefonata può mettere al riparo questo diritto: mille consulenti a disposizione per interrompere i termini gratuitamente evitando le lungaggini burocratiche e senza vincolarsi alle azioni legali

In Senato accelera l’iter del Ddl 2400, che prevede un accordo transattivo per chiudere la lunga vertenza tra lo Stato italiano e i medici cui è stato negato il corretto trattamento economico durante la scuola di specializzazione, frequentata tra il 1978 ed il 2006. In Commissione Istruzione è stato riaperto il termine per la presentazione degli emendamenti fino a venerdì 11 novembre; in Commissione Sanità, dopo la relazione introduttiva della relatrice Sen. Granaiola (PD), prosegue in queste ore l’esame in sede consultiva.

Un’evidente stretta sui tempi, che dimostra l’intenzione del Governo di chiudere una volta per tutte la questione. Proprio per questo, tanti ex specializzandi si stanno affrettando a prenotare il loro rimborso intentando azioni legali, in modo tale da non correre il rischio di rimanere esclusi dalla transazione. Infatti, i medici che hanno frequentato la scuola di specializzazione tra il 1978 ed il 2006 non hanno ricevuto la borsa di studio che gli spettava, oppure l’hanno percepita in maniera incompleta, poiché priva dei necessari oneri contributivi e previdenziali. Questo è avvenuto perché lo Stato italiano ha ignorato a lungo le direttive Ue in materia. Anche se gli anni della specializzazione, ora, sono un vecchio e sbiadito ricordo, quel diritto, che tutti i Tribunali continuano a riconoscere a migliaia di medici, non si è ancora prescritto ed è pienamente valido per tutti i camici bianchi.

A far chiarezza è l’avvocato Marco Tortorella, che cura le azioni legali di Consulcesi Group, realtà leader nella tutela dei professionisti sanitari, l’unica ad esser riuscita a far riconoscere, ad oggi, oltre 500 milioni di euro ai medici specialisti che hanno aderito alle azioni collettive. Nello specifico, il 2017 sarà l’anno che segnerà i termini di prescrizione. “Per i medici iscritti ai corsi di specializzazione prima del 1991 – spiega l’avvocato Tortorella -, sebbene parte della giurisprudenza affermi che la prescrizione sia maturata, noi riteniamo le argomentazioni a sostegno di tale tesi non convincenti perché fondate su principi presuntivi e probabilistici. Riteniamo, invece, che il diritto non sia ancora estinto e che la prescrizione non sia ancora decorsa. Nel dettaglio, secondo i principi giuridici da noi sostenuti, la prescrizione del diritto è iniziata a decorrere a partire dal 20 ottobre 2007, data in cui l’obbligo di attuare la direttiva è cessato. Conseguentemente, il termine decennale di prescrizione scadrebbe il 20 ottobre 2017. Per coloro invece che hanno frequentato i corsi 1994-2006 si potrebbe addirittura sostenere che, mancando una norma attuativa che regolarizza la loro situazione, la prescrizione non sia ancora iniziata a decorrere“.

Questo quadro giuridico e giurisprudenziale induce a non correre il rischio di dover rinunciare al diritto al rimborso confermato da sentenze sempre più numerose. Come? È sufficiente produrre un atto interruttivo. Grazie a Consulcesi questa operazione sarà semplice, gratuita e consentirà di non perdere tempo nelle lungaggini burocratiche. “Invitiamo tutti i medici che ancora non lo hanno fatto – spiegano da Consulcesi – a contattarci al numero verde oppure attraverso il nostro sito internet. Penseremo a tutto noi e i medici avranno a disposizione i nostri mille consulenti. Specifichiamo che la produzione dell’atto interruttivo, che consente di superare i termini della imminente prescrizione, non vincola all’adesione delle azioni collettive. La prossima, a tal proposito, parte il 15 dicembre e ci sono già moltissimi medici specialisti che si sono iscritti”.