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Sentenze lampo, prescrizione e rischio “imbuto”. Ecco perché i medici si tutelano con i ricorsi

Tra il 2016 e il 2017 si quintuplicano i rimborsi per lo Stato per i medici Consulcesi.

Giurisprudenza consolidata a favore dei ricorrenti: nel 2017 dalle casse pubbliche usciranno più di 149 milioni a favore di oltre 5mila medici penalizzati economicamente e professionalmente nella scuola post-laurea

 

Sono 1.129 i medici specialisti, tutelati da Consulcesi, rimborsati dallo Stato nel 2016 con un importo complessivo di oltre 34,6 milioni di euro. Si tratta di numeri esorbitanti che, stando alle sentenze attese nei prossimi mesi, verranno quintuplicati nell’arco del 2017. Secondo le stime della principale realtà a tutela degli operatori sanitari, dalle casse pubbliche – solo il prossimo anno – usciranno più di 149,5 milioni di euro in favore di 5.210 ex specializzandi del periodo 1978-2006. Ad oggi sono già oltre 500 i milioni di euro riconosciuti ai medici che hanno aderito alle azioni collettive avviate da Consulcesi per la tardiva applicazione delle direttive Ue in materia. Solo dopo la condanna della Corte di Giustizia Europea (25/02/1999 e 3/10/2000) il nostro Paese si è, infatti, messo in regola, a partire dal 2006, nei confronti degli specializzandi in Medicina, corrispondendo loro il corretto trattamento economico previsto.

L’impennata di rimborsi attesa per il 2017 conferma il trend progressivo degli ultimi anni dovuto sostanzialmente al consolidamento della giurisprudenza in favore dei ricorrenti e allo svolgimento dei processi, di conseguenza, senza le lungaggini dell’attività istruttoria. Di pari passo con le sentenze arrivano con sempre maggiore velocità anche i pagamenti da parte della Presidenza del Consiglio, che per evitare ulteriori spese tra interesse e more, versa le somme dovute non appena arriva la notifica della sentenza.

Partendo da queste premesse e, considerando che l’esborso complessivo è stimato in oltre 5 miliardi di euro, il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella afferma: -. Abbiamo la sensazione che possa crearsi una sorta di imbuto in cui molti medici, che non si sono ancora messi al sicuro avviando azioni legali, potrebbero beffardamente perdere un loro diritto certo. Nel dibattito parlamentare sul Ddl 2400, il capitolo delle risorse a disposizione ha una forte rilevanza e, più in generale, potrebbe contribuire ad allungare i tempi dei lavori. Non va, in tal senso, dimenticato che il 2017 è l’anno in cui scatterà la prescrizione. La nostra principale preoccupazione ora è quella di garantire il diritto di tutti i medici specialisti che tra il 1978 e il 2006 sono stati penalizzati non solo economicamente, ma anche dal punto di vista professionale, visto che il loro titolo non viene riconosciuto dall’Ue. Il boom di adesioni che stiamo già registrando è un chiaro segnale del fatto che i professionisti non vogliano correre il rischio di perdere il diritto al rimborso sia che esso arrivi attraverso sentenze o dall’accordo transattivo. Per informazioni e adesioni sono a disposizione mille consulenti dedicati che rispondono al numero verde e sul sito”.